in_bici

Ieri ho partecipato ad una interessante (anche se interminabile, come sempre) Assemblea all’Università (nell’auletta del Collettivo). C’erano tutti, dagli “autonomi” a compagn@ di Sinistra Democratica. Ad un certo punto il discorso (ed in modo particolare alcuni interventi) hanno riguardato il Fascismo, i ROM (solo perchè interessati da recenti avvenimenti di cronaca) ed altre questioni contingenti.
Io, rispondendo ad alcune affermazioni, ho detto che l’equazione Fascismo-Società dei Consumi è una Mistificazione della Realtà, che i “fascisti” non sono i “cani da guardia del Capitalismo”. Ho portato ad esempio lo caccia alle Streghe, i Pogrom, l’equazione ebreo-usuraio (o ebreo-mangia_bambini, che poi si è trasformato in comunista-mangia_bambini - ma, come racconta mio nonno, durante la sua prigionia in Inghilterra ha scoperto che, per motivare l’Esercito anglo-americano, esisteva anche l’equazione italiano-fascista-mangia_bambini) e via discorrendo. Solo per tentare di dimostrare che l’Organizzazione economica (che sia Capitalismo o Stalinismo) non crea il Fascismo, bensì lo utilizza. Fascisti siamo potenzialmente tutti quanti (basta confrontarsi per capirlo), nel momento in cui la nostra Insicurezza sociale - le nostre Paure, la mancanza di Reddito e di Lavoro - la trasformiamo in Odio (e, sempre più spesso, in Violenza).
Poi il “Capitale organizzato”, il Potere, le Istituzioni spesso e volentieri utilizzano strumentalmente questo Odio per non affrontare realmente le questioni che riguardano le condizioni di Vita materiali ed immateriali degli Esseri umani (Lavoro, Cultura, Reddito, Dignità, Cittadinanza…).

Questa mattina ho fatto un giro con la bicicletta (è sempre estremamente liberatorio). Ho attraversato il paese. Stazione - Contrada “Cerulli” - zona (impropriamente detta) industriale. Qualche roulotte, panni stesi ad asciugare. Poi, per la strada, quattro bambin@ (dieci_anni circa). Rovistavano nella spazzatura. Ritorno nel ”centro urbano” mentre il lettore mp3 sceglie di accompagnarmi con una canzone dei 99posse ([…] rigurgito anti-Fascista […]). In questo momento non c’è nessuno che mi conosce meglio del mio lettore mp3. Passo da casa di mio nonno - ogni tanto mi piace salutarlo quando non se lo aspetta. Mentre sono seduto ad ascoltare le sue Storie passa un altro ragazzo, quindici_anni al massimo, con uno strumento musicale. Suona. Si affaccia (la porta era aperta). Chiede l’elemosina. Preferisco pensarlo come un contributo all’Esistenza di un altro Essere umano. Ritorno a casa, leggo di Costituenti della Sinistra o di “alti” dibattiti congressuali.

Penso. A Sinistra ho sentito Idee contrapposte su tutta la questione. Proposte e “soluzioni” totalmente differenti. Forse, prima di costruire l’Organizzazione, dovremmo un poco indagare ed interrogare queste dinamiche e poi trovare condivisione su quello che crediamo opportuno fare. La “risposta” della Destra è quella evidentemente della Repressione e dell’annichilimento delle differenze (di ogni tipo di diversità), ed è quella più semplice ed immediata in questa fase sociale del Paese. Viene alimentata la Paura, l’Insicurezza, costruendo il ”solito” capro espiatorio. Per le Destre esiste un solo tipo di “integrazione”, quella dove il “diverso” si adatta senza_se_e_senza_ma all’Identità di una Cultura, un Popolo, una Razza ([…] se stanno in Italia, devono fare quello che facciamo Noi italiani […]). Io penso che l’Organizzazione sociale non può assolutamente essere determinata dalla Cultura, dalla “Razza” ma deve essere il Territorio ad organizzarsi per mettere “a valore” (e non “a Profitto”) l’eterogeneità. Ma ci devono essere dei punti irrinunciabili. Uno di questi elementi dovrebbe essere l’Obbligo scolastico. Non c’è Salvezza in Dio (per quanto mi riguarda) l’unica Salvezza è quella dell’Istruzione e dell’Emancipazione culturale. Non è accettabile che, su un Territorio, bambin@ (e ragazz@) non hanno la concreta possibilità di frequentare la Scuola. Mi rendo conto che questo è solo un piccolo aspetto di una situazione molto più ampia e complessa, ma penso che chi ha responsabilità di Governo dei Territori dovrebbe cominciare a porsi il problema non in termini di “integrazione” ma di Diritti-Doveri. Ed è proprio il Territorio a diventare centrale in questa Ricerca perchè, frammentata l’Organizzazione sociale determinata dalla “divisione di Classe” o dal concetto di ”Popolo”, bisogna necessariamente pensare ad altre forme possibili della Comunità.

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16 Responses to “in_bici”

  1. 1 Umberto Desimone

    Hai fatto bene a dire che il fascismo non è il cane da guardia del capitalismo.
    Mussolini, Evola, ma anche Fini nel congresso del MSI del 1987, sostenevano che il comunismo e il capitalismo fossero facce della stessa medaglia, da combattere entrambe.
    Ed infatti nel congresso di Fiuggi del 1995, Erra (ex dirigente del MSI) accusò Fini di portare il partito dalla parte dell’avversario storico, il liberal capitalismo.
    An, comunque, si definì alla fine di quel congresso un partito di destra nazionale, popolare e sociale.

    Per quanto riguarda la frase “Per le Destre esiste un solo tipo di “integrazione”, quella dove il “diverso” si adatta senza_se_e_senza_ma all’Identità di una Cultura, un Popolo, una Razza ([…] se stanno in Italia, devono fare quello che facciamo Noi italiani […])”, personalmente non penso proprio questo, non potrei mai chiedere ad un musulmano, ad esempio, di essere un credente cattolico. Tuttavia, mi piacerebbe che gli immigrati rispettassero in toto le nostre leggi (come noi dovremmo fare da loro) e che amassero il nostro paese, così come i miei zii amano l’Argentina, terra in cui sono andati a vivere quando erano dei ragazzi.

  2. 2 Maria

    Fascismo e comunismo: mettiamo a comparazione i due modelli. Il comunismo è internazionalista, il fascismo è iper-nazionalista; il comunismo è per la fratellanza dei popoli e quindi antirazzista, il fascismo è per il razzismo; il comunismo è per la libertà tra tutti i popoli, il fascismo è per il colonialismo; il comunismo è per un mondo libero, quasi anarchico, come espressione massima della libertà individuale, il fascismo è oppressione; il comunismo guarda all’uguaglianza, il fascismo accentua le disuguaglianze; il comunismo è per la giustizia sociale, per la solidarietà, per un mondo dove non ci siano sfruttati e sfruttatori, il fascismo è oppressione. Detto questo, a questo punto, c’è da chiedere: come si fa a sostenere che sono facce della stessa medaglia?
    Maria

  3. 3 Franko

    La medaglia sono gli uomini. Che spesso guardano in direzioni opposte. Mi sembra … geometrico.

  4. 4 Umberto Desimone

    Maria, premettendo che non voglio minimamente affrontare la questione comunismo-fascismo (anche se avrei da obiettere su alcune cose), ti riinvito a leggere il mio commento, dove ho scritto che il CAPITALISMO e il COMUNISMO (non fascismo e comunismo) erano facce della stessa medaglia, che non significa essere la stessa cosa.
    Con questo non voglio dire che io pensi la stessa cosa, ma ho semplicemente riportato il giudizio a riguardo di Mussolini, Evola e Fini nel 1987.

  5. 5 Frisbee

    Ehmmm…. scusa Maria, ma hai descritto il comunismo in linea puramente ed eminentemente teorica. La realtà concreta e storica (che poi è quella che conta) ha dimostrato drammaticamente, purtroppo, il contrario.

    Il comunismo, anzichè essere uno strumento di liberazione dei popoli e delle classi lavoratrici, si è trasformato in feroce aguzzino. Spiace dirlo, ma è così.

    Quanto al fascismo, le chiacchiere stanno a zero. A differenza di quanto prometteva il comunismo (il paradiso in terra), nella realtà pratica e storica, il fascismo è stato quello che, in effetti, prometteva di essere. E cioè, la forma storica assunta - ad un certo punto della sua evoluzione - dal capitalismo.

    Capitalismo che, incapace di governare le sue contraddizioni, ha trovato la scorciatoia (in Italia prima e in Germania e Spagna poi) per semplificare gli assetti sociali e schiacciare il protagonismo operaio del periodo a cavallo tra la fine degli anni dieci e i primi anni venti del novecento.

    E’ vero che il primo fascismo (il “sansepolcrismo”) aveva vaghi sentori di sinistra (dovuti alla provenienza di Mussolini dal Partito socialista), con i finanziamenti del governo francese (che finanziò il Popolo d’Italia: si veda il recente libro “Il giovane Mussolini. 1900-1919. I finanziamenti del governo francese, l’oro inglese e russo, gli amori milanesi” di Enrico Veronesi),
    ma ben presto Mussolini svoltò a destra, ampiamente foraggiato da industriali e agrari padani.

    E si specializzò, con i suoi Fasci di combattimento nel bruciare le case del popolo e le sedi della Cgil e del partito socialista. Fu il tripudio della piccola borghesia delusa dall’esito della guerra che strinse un patto sociale con il grande capitale in funzione anti-operaia. Tant’è che la classe operaia fu totalmente annientata socialmente e lo furono, ovviamente, tutti i suoi referenti sociali e politici. Cominciando con il drammatico assassinio di Giacomo Matteotti che macchiò di sangue le mani del duce (peraltro lui se ne attribuì la responsabilità morale).

    Così nacque la dittatura che andò avanti per il famigerato ventennio, passando per gli omicidi di Piero Gobetti e dei fratelli Rosselli e la prigionia di Antonio Gramsci e di migliaia di dissidenti e portando al drammatico tracollo di distruzione e di morti della folle guerra mondiale.

    Altro che le storielle teoriche edificanti che qualcuno viene a raccontare in giro per la molablogsfera.

  6. 6 Maria

    Desimone mi presento a scanso di equivoci. Ho letto male il tuo intervento e ti chiedo scusa, ma quando leggo Fini-MSI mi vien l’orticaria. E ti spiego perchè. Così sai con chi bene con hai a che fare. Buona notte a tutti.

    “Per noi è stato molto bello registrare come in modo casuale questo sia avvenuto, insieme ai successi politici di questi giorni nel ventennale della morte di Almirante. E’ la dimostrazione di una semplice ed evidente verità: si onorano i nostri morti, la nostra politica diventa centrale. E’ la dimostrazione che abbiamo davvero vinto”
    (Gianfranco Fini, Presidente della Camera)

    “Abbiamo udito in questi giorni in seguito alla totale eliminazione degli ebrei nelle scuole italiane, qualche timido lamento. L’operazione chirurgica è stata pronta e spietata, e qualche animuccia debole se ne è spaurita. “Vita Universitaria” per esempio organo ufficiale dell’Università di Roma si affretta a riconoscere “che oggi non sarà facile coprire tutte le cattedre…” (lasciate libere dagli ebrei allontanati ndr) Due sono i casi… O la questione razziale in Italia viene concepita come un semplice avvicendarsi di posti e cariche… O si capisce, e per un Rettore non dovrebbe essere troppo lo sforzo, che l’impostazione del problema razzista implica il totale risanamento della nazione dai germi che tentavano di corromperla, e allora non ci si dovrebbe avvilire come italiani, come fascisti e come professori, a chiamar danno - sia pure passeggero - quella che è una salutare, una benedetta liberazione”
    G. Almirante, redattore de “La difesa della razza”", 20 ottobre 1938

    Molti di questi “germi” finirono nei campi di sterminio.

    Questo era il fascismo.
    Questo era Almirante.
    Questo era il Msi.
    Questa è la nostra destra ancora oggi.

    Non avete vinto, no.
    Almeno non finchè qualcuno di noi avrà ancora voce per urlare: no!

    Antifascista sempre. Maria.

  7. 7 francesco.pietanza

    @frisbee: un appunto, su cui probabilmente tu potrai non convenire ma per me è importante. Io nel post ho parlato dei Pogrom (di origine zarista, perpetuati durante lo stalinismo). Però non mi sogno minimamente di associare Pogrom-Comunismo, perchè lo Stalinismo è una Dittatura mentre il Comunismo è un processo di Emancipazione. Non a caso, quando il Comunismo non si è fatto Stato, ha portato solo Emancipazione sociale (praticamente tutte le “conquiste” degli ultimi cent’anni, che oggi stiamo perdendo) :-)

  8. 8 Frisbee

    Beh, il comunismo come dittatura iniziò già con il leninismo e proseguì in maniera più spietata e feroce con lo stalinismo. E anche con Breznev le cose non andarono molto meglio perchè i gulag esistevano comunque e la censura e il controllo sociale operavano in maniera ferrea, anche se con poco spargimento di sangue.

    Il problema è che quando il comunismo ha preso il potere ha preteso di esercitare la dittatura del proletariato: in realtà, una dittatura di un apparato burocratico e poliziesco contrario, nei fatti, ad ogni idea di emancipazione e liberazione sociale.

    Nelle nazioni occidentali, laddove i partiti comunisti non hanno preso il potere per via rivoluzionaria, in effetti quei partiti (come senz’altro il PCI) sono stati il motore del cambiamento sociale e hanno spinto verso conquiste importanti nel mondo del lavoro e nella società in generale.

    Il limite di questi partiti (a cominciare dal PCI) è che non hanno saputo/voluto diventare al tempo giusto (cioè ben prima del crollo del muro di Berlino) partiti socialdemocratici e recidere ogni legame con l’Unione sovietica.

    Se, ad esempio, il PCI nella seconda metà degli anni settanta avesse promosso un processo di unificazione con il PSI e si fosse trasformato in un partito socialista/laburista di tradizione nord-europea, probabilmente la storia d’Italia sarebbe andata in modo diverso. Le conquiste sociali si sarebbero consolidate e non avremmo il capitalismo selvaggio ormai imperante.

    E ora non staremmo a guardare i baciamano tra il Berlusca e il Walter.

  9. 9 Umberto Desimone

    Maria, siamo in democrazia, puoi pensare ciò che vuoi e sei libera di esprimere tutti i tuoi pensieri.
    Personalmente, ho deciso di parlare solo del post.

  10. 10 Maria

    @fresbee-francesco: I sistemi comunisti sovietici sono crollati, o meglio implosi, perché erano diventati una sacca di potere burocratico e liberticida. La crescita economica, specie se in un contesto para-coloniale, non porta benessere. Comunque un sistema socialista, per quanto bacato come quelli di cui parliamo, difficilmente porta alla ricchezza individuale perché lavora sulla redistribuzione. In quei casi le sacche burocratiche si sono in realtà arricchite alle spalle del popolo e questo non ha nulla a che vedere con il socialismo. Ma il dato di fatto è che comunque al popolo erano garantiti tutti i servizi sociali necessari a vivere. Non sono acerto affascinata da quei sistemi e non ne ho nemmeno nostalgia, ma così, per puntualizzare…
    Maria

  11. 11 mancio

    il problema è sempre quello…una cosa è la teoria…. ed una cosa è la realtà…. se coincidessero vivremmo nel mondo ideale.

  12. 12 Frisbee

    “Ma il dato di fatto è che comunque al popolo erano garantiti tutti i servizi sociali necessari a vivere.”

    Come fare le code per procurarsi un po’ di cibo??? Mentre ai burocrati di partito erano riservati negozi di lusso con caviale e ogni ben di dio???

    Purtroppo, quei servizi sociali garantivano la spartizione della miseria senza nemmeno la scintilla di una vita degna di essere vissuta. E senza libertà.

  13. 13 Maria

    @fresbee: credo di aver argomentato, anche se brevemente, la mia totale lontananza da quei sistemi che io non ritengo socialisti. d’accordo sui burocrati e l’ho detto. ma sui servizi sociali e sull’istruzione mi spiace dissentire da te, ma era così.
    maria

  14. 14 Frisbee

    Si, è vero sull’istruzione hai ragione: a scuola ci andavano tutti e il livello era più che accettabile. Però c’era la censura: non si potevano leggere Pasternak, Solgenitsin, Sacharov, Sinjavskij e tutti gli altri dissidenti.

  15. 15 lord of violin

    Un giorno mi è capitato in treno di trovare due ragazzi rom che oltre a dare fastidio gridare e muoversi in continuazione, avevano i piedi sporchi appoggiati sul sedile di fronte a loro. Il capotreno li ha detto più volte di toglierli da lì ma andato via li hanno rimessi ridendo e prendendosi gioco di lui.

    Mi sono girati…li ho detto di toglierli !!Ho alzato la voce!!Non ci ho visto più!!Mi hanno detto “capotreno cornuto” ed io no tu sei cornuto invece.

    Sentivo di aver fatto bene a dirlo ma mi sentivo anche male per la reazione della gente nel treno “perchè nn si stanno alla casa loro!??”
    Io non volevo questo mi interessava che togliessero i piedi dal sedile l’avrei fatto anche con altre persone (ovviamente dipende dalla stazza) ma non volevo si creasse una situazione del genere…

    Un’altra volta un’altra si è messa a rovistare nella busta dove avevo le pucce ancora calde tornando da Lecce dicendomi: dammi una con un’arroganza che mi ha fatto comportare anche in quella circostanza in maniera dura.

    Lo so è triste ma è la norma.

    Che si può fare?

    Lord

  16. 16 Lord of violin

    Con gioia apprendo che il governo ha nominato
    sottosegretario per l’emergenza rifiuti Guido Bertolaso, tecnico capace e preparato che più volte ha dato prova della sua competenza…

    Il presupposto è buono vediamo come evolve…

    Lord

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la frase guida

[...] potremmo dire che l'ecologia generalizzata - o l'ecosofia - opererà come scienza degli ecosistemi e pratica di rigenerazione politica, nonchè come impegno etico, estetico ed analitico. Tenderà a creare nuovi sistemi di valorizzazione, un nuovo gusto della vita, una nuova mitezza fra i sessi, le generazioni, le etnie, le razze... [...]

Felix Guattari, Caosmosi (p. 100)

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